Nel settore edile, la sostenibilità non è più solo una tendenza, ma una necessità. Le imprese, spinte da normative sempre più stringenti e da una crescente consapevolezza ambientale, sono chiamate a rivedere i propri processi e materiali. Tra gli strumenti che guidano questa trasformazione, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) si distinguono come una leva fondamentale per
promuovere l’innovazione sostenibile nelle costruzioni. L'adozione dei CAM, infatti, non solo risponde a obblighi legislativi, ma rappresenta una grande opportunità per le aziende di distinguersi e di contribuire attivamente alla tutela del territorio, migliorando allo stesso tempo la propria competitività.
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono specifiche tecniche necessarie alle stazioni appaltanti per accedere ai bandi pubblici al fine di promuovere l’acquisto di beni e servizi più sostenibili (Acquisti verdi). Nel settore edile, i CAM sono definiti nel decreto 5 agosto 2024 recante modifica al decreto n. 256 del 23 giugno 2022, che stabilisce requisiti minimi per:
Questo sistema normativo fa parte del Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (GPP), che mira a
ridurre l’impatto ambientale degli appalti pubblici e a incentivare l’economia circolare.
I CAM sono essenziali perché spingono il settore edile a integrare i principi della sostenibilità in ogni fase del processo costruttivo, dalla progettazione fino alla gestione del cantiere ed alla manutenzione dell’edificio, fino al suo fine vita. I CAM rivestono un ruolo così cruciale per diverse ragioni. Vediamole insieme:
I CAM promuovono l’uso di materiali riciclati o a basso impatto ambientale, favorendo un ciclo produttivo più ecologico. Per esempio, l'impiego di materiali certificati come il legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, l'uso di aggregati riciclati o l’uso di sottoprodotti di produzione, contribuisce a limitare il consumo di risorse naturali e a ridurre le emissioni di CO2.
Una parte significativa dei CAM si concentra sulla riduzione del consumo energetico degli edifici. Ciò include l’uso di tecnologie per il risparmio energetico, come l'isolamento termico, i sistemi di illuminazione a basso consumo e le fonti di energia rinnovabile, che garantiscono edifici più efficienti nel lungo termine.
I CAM incentivano una gestione responsabile dei rifiuti durante il cantiere, promuovendo il riuso e il riciclo dei materiali di demolizione. Inoltre, pongono un'attenzione particolare alla gestione sostenibile delle risorse idriche, riducendo gli sprechi e migliorando il trattamento delle acque reflue.
I CAM non solo favoriscono la sostenibilità ambientale, ma stimolano anche lo sviluppo delle economie locali, favorendo l'impiego di materiali a chilometro zero e il coinvolgimento di imprese del territorio.
L’adozione dei CAM non rappresenta solo un obbligo normativo, ma offre vantaggi concreti alle imprese del settore edile e alle comunità. In primo luogo, le aziende che rispettano i CAM possono
accedere con maggiore facilità agli appalti pubblici, differenziandosi rispetto ai concorrenti meno attenti alla sostenibilità. Inoltre, l'integrazione dei CAM permette di
migliorare la reputazione aziendale, evidenziando l’impegno verso la responsabilità sociale d’impresa (CSR) e la sostenibilità ambientale.
La rete ZERO150, composta da piccole e medie imprese del Piemonte, ha fatto della sostenibilità uno dei suoi pilastri fondamentali, integrando i Criteri Ambientali Minimi (CAM) in ogni aspetto delle proprie attività edilizie. Ciascuna azienda del network contribuisce in modo significativo a promuovere un’edilizia consapevole , con una forte connotazione sociale.
Mozzone Building System, azienda specializzata in costruzioni ecosostenibili e innovative in legno, si distingue per l’impiego di legno certificato PEFC e FSC, proveniente da foreste gestite in modo sostenibile. Questo approccio non solo garantisce la sostenibilità del ciclo produttivo del legno, ma riduce anche le emissioni grazie alla lavorazione del materiale entro un raggio di 150 km dal punto di raccolta. Inoltre, queste certificazioni assicurano una gestione forestale che protegge la biodiversità e promuove il benessere delle comunità locali e la sicurezza dei lavoratori lungo tutta la filiera.
Falegnameria Cobola, specializzata nella produzione di serramenti in legno, utilizza materiali con certificazione PEFC, che garantisce una gestione responsabile delle foreste. Inoltre, Cobola è certificata EPD, una dichiarazione ambientale di prodotto che quantifica l'impatto ambientale dei suoi serramenti in legno. Con la certificazione Low Carbon Timber, l'azienda impiega legname proveniente da filiera corta, lavorando materiali locali e riducendo le emissioni legate al trasporto. L'azienda si impegna anche a minimizzare l'uso di trattamenti chimici, assicurando prodotti a basso impatto ambientale.
Edilbloc, nella sua produzione di manufatti in calcestruzzo, utilizza prodotti con un contenuto di materiale riciclato pari all'8%, ben al di sopra dei requisiti minimi previsti dai CAM. La loro produzione di manufatti destinati a opere edilizie interrate, come cisterne e pozzetti, dimostra come sia possibile combinare durabilità e sostenibilità, riducendo il consumo di risorse naturali. L’azienda ha inoltre conseguito la certificazione EPD e utilizza acciaio riciclato al 77%, rispondendo agli standard ISO e EN per garantire trasparenza e ridotto impatto ambientale.
Vincenzo Pilone Srl si impegna a rispettare i CAM per la produzione di laterizi, assicurando che i prodotti contengano almeno il 15% di materiali riciclati o recuperati: nessun residuo di lavorazione viene sprecato ma è sempre riutilizzato all’interno del ciclo produttivo, andando così a ridurre il consumo di risorse naturali. Grazie alla massa superficiale dei laterizi e lo studio delle loro geometrie, si riesce a minimizzare il trasferimento di calore, contribuendo migliorare l'efficienza energetica degli edifici. Inoltre, i laterizi Vincenzo Pilone, essendo prodotti senza l’aggiunta di additivi polimerici, sono facili da recuperare come materiale aggregato al termine della loro vita utile, in un’ottica di economia circolare.
MAER ha intrapreso lo
studio del ciclo di vita (LCA) per i propri pavimenti autobloccanti, ottenendo la
certificazione EPD. L’analisi LCA copre l’intera gamma, rappresentata da modelli in calcestruzzo resistenti e durevoli. Questo impegno verso la trasparenza ambientale riflette la crescente domanda di materiali sostenibili e certificati lungo tutta la filiera. I pavimenti autobloccanti di MAER, realizzati con un
8% di materiali riciclati, comprendono diverse soluzioni per esterni, dalle pavimentazioni drenanti a quelle industriali, tutte con finiture superficiali personalizzate.
In un contesto in cui la crisi climatica e l’esaurimento delle risorse naturali sono sfide globali, i CAM rappresentano un faro di innovazione e responsabilità per il settore edile. Le imprese che adottano questi criteri non solo rispettano la normativa, ma si posizionano come leader di un cambiamento positivo, contribuendo alla costruzione di un futuro più sostenibile.
In conclusione, i CAM sono molto più di una semplice formalità burocratica: rappresentano un’opportunità per trasformare l’edilizia in un settore sempre più green, efficiente e orientato alla salvaguardia delle risorse ambientali e dello sviluppo economico locale. Le aziende che abbracciano questa sfida sono destinate a svolgere un ruolo di primo piano nel panorama delle costruzioni del futuro
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